ANSIA PATOLOGICA: COME RICONOSCERLA

Secondo il rapporto Istat del 2017 due milioni e mezzo di italiani soffrono di disturbi d’ansia. 

Ma cos’è l’ansia? L’ansia è un meccanismo di difesa: una reazione adattiva dell’essere umano collegata all’istinto di sopravvivenza. In generale lo stato di ansia nasce come risposta ad eventi percepiti come minacciosi e pericolosi.

E’ proprio grazie a questo “campanello d’allarme” che l’essere umano è sopravvissuto nei secoli e si è evoluto. L’ansia può aiutare a fronteggiare le situazione di stress e di pericolo in quanto permette di essere maggiormente attenti agli stimoli e di rispondere ad essi in maniera adeguata e rapida. Nel momento in cui però l’ansia comporta alti livelli di intensità può creare una condizione di malessere emotivo

Quando l’ansia può essere considerata patologica?

A livello clinico, l’ansia patologica viene chiamata “Disturbo D’Ansia Generalizzata” (DSM 5; APA, 2013). 

A differenza dell’ansia che ognuno di noi sperimenta nel corso della propria vita, il Disturbo D’Ansia Generalizzata si presenta mediante una costante preoccupazione spropositata e incongruente nei diversi aspetti della vita del soggetto. Si intende dunque che, in questa condizione, l’ansia può risultare il frutto di uno scollamento del pensiero dalla realtà, provocando uno stato di tensione continuativo e invalidante che provoca uno stato di malessere clinicamente significativo. 

L’ansia generalizzata non risulta circoscritta ad uno specifico evento o ambito della vita del soggetto, piuttosto pervade la maggior parte dei contesti quotidiani in cui si è inseriti, come la famiglia, il lavoro, l’amicizia, la salute, ecc., in egual misura e modalità. 

COME SI MANIFESTA L’ANSIA? 

L’ansia si manifesta su tre livelli tra loro in relazione:

  1. LIVELLO EMOTIVO: l’ansia comporta un cambiamento nella qualità delle emozioni. Spesso si tende a focalizzarsi su emozioni negative, come la paura legata a pensieri pessimistici che a loro volta possono portare a irritabilità e rabbia. Può capitare che l’ansia travolga il soggetto alla sera prima di coricarsi, compromettendo la fase di addormentamento, in quanto lo stato di allerta non consente il rilassamento. 
  1. LIVELLO COGNITIVO: l’ansia può rendere i nostri pensieri meno lucidi. È comune, per chi soffre di Disturbo D’Ansia Generalizzata, non riuscire a concentrarsi e non controllare il pensiero, che inevitabilmente si fissa sul pensiero intrusivo. Quando un individuo sperimenta alti livelli di ansia, può andare verso un blocco cognitivo, ovvero un irrigidimento del pensiero che non consente di trovare soluzioni alternative allo scenario catastrofico che il soggetto si prefigura a livello mentale.
  1. LIVELLO FISICO: l’ansia si può manifestare anche a livello corporeo. I sintomi più comuni consistono nel sentire una forte pressione sul petto, come se si faticasse a respirare, una accelerazione del battito cardiaco e la presenza di forti palpitazioni e una tensione muscolare che può provocare dolori come il mal di testa o un fastidio allo stomaco. Infine, a causa degli alti livelli di allerta, anche il sonno potrebbe risentirne, come esplicitato poco sopra, sperimentando una significativa fatica nell’addormentamento oppure presentando un sonno irrequieto che non garantisce il riposo necessario. 

Infine un elemento caratteristico è la percezione di essere costantemente stanchi, affaticati e spossati senza uno specifica motivazione.

I soggetti che presentano un quadro clinico di tipo ansioso, talvolta sono propensi all’utilizzo di pensieri ricorrenti. 

Per esempio tali persone chiedono spesso e ripetutamente “scusa”, in quanto hanno costantemente la sensazione di creare disturbo alle persone con cui sono in relazione. Inoltre tale tendenza allo scusarsi con gli altri, si manifesta a fronte di una percezione di sè come non in grado di soddisfare pienamente le richieste che l’ambiente gli pone. 

Oppure i soggetti con un quadro ansioso tendono a prendere troppo sul serio i rimproveri, a fronte di un pensiero caratterizzato da rimuginazione che alimenta la situazione di stress. 

Infine un pensiero che accomuna le persone che vivono l’ansia patologica nel corso della loro vita, è la tendenza a portare il proprio pensiero ad immaginare sempre e comunque lo scenario peggiore; si viene così a creare un circolo vizioso che amplifica lo stadio di ansia e non ne riduce gli effetti.  

L’ansia è una patologia che, in quanto invalidante, necessita di interventi volti a ristabilire una condizione di benessere. Per questo motivo un percorso di psicoterapia può risultare estremamente importante e necessario.

Dott.ssa Cortellari Francesca

Dott. Massironi Luca