ADOLESCENTI

L’adolescenza è un momento trasformativo in cui il cambiamento corporeo e le nuove modalità di pensiero su di sé e sugli altri pongono i ragazzi in uno stato di “crisi”, una sorta di bivio il cui esito può essere lo strutturarsi di una personalità adulta solida e integrata oppure il protrarsi di aree di fragilità che nel tempo potrebbero compromettere i vari contesti di vita da quello personale/relazionale a quello lavorativo.

Spesso questa fase è caratterizzata dalla messa in discussione delle regole degli adulti di riferimento e da accesi conflitti con i genitori, che spesso non riconoscono più i propri figli e faticano a trovare un canale comunicativo e affettivo efficace per sostenerli in questa delicata fase di passaggio. Lo psicologo è una figura esterna che può facilitare la relazione, fungendo da mediatore tra i nuovi bisogni espressi dal ragazzo e il nuovo ruolo che i genitori sono chiamati ad intraprendere.
Il percorso di consulenza psicologica che si svolge con il ragazzo e, in accordo con esso, con i genitori (che devono esprimere il consenso per il figlio minorenne) è utile per inquadrare l’area di sofferenza e la modalità e gli obiettivi dell’eventuale terapia.

La psicoterapia si propone dunque come spazio di pensiero, riflessione e relazione attraverso cui il ragazzo può esprimere il proprio stato di confusione emotiva nell’accedere ad una nuova identità che contiene in sé bisogni ancora infantili e, contemporaneamente, il desiderio di essere grandi, di diventare autonomi ed indipendenti. La relazione terapeutica ha, dunque , lo scopo di favorire l’emergere di un pensiero riflessivo nel ragazzo e di supportare modalità e strategie utili a conoscere e vivere serenamente la propria identità in famiglia, a scuola e con i coetanei.

Le principali forme di sofferenza e disagio dell’adolescente possono essere espresse attraverso difficoltà scolastiche (poca concentrazione, scarso rendimento non dovuto a difficoltà cognitive), stati d’ansia (ansia prestazionale, fobia scolare, attacchi di panico), difficoltà relazionali, forme di autolesionismo, disturbi nell’alimentazione (anoressia e bulimia) e dipendenze (tra cui dipendenze da internet e videogiochi).