TERAPIA BAMBINI

Lo psicologo dell’età evolutiva offre consulenza e sostegno non solo al bambino ma anche ai genitori e, dove necessario, collabora con gli insegnanti in modo da coinvolgere le figure di riferimento presenti nella sua quotidianità.

Il primo incontro si svolge con i genitori al fine di ripercorrere insieme la storia del minore e approfondire il disagio espresso, facendo ipotesi sul motivo di tale malessere. Si procede poi con una fase chiamata consultazione in cui il clinico incontra il bambino attraverso l’utilizzo di strumenti quali il disegno, il gioco ed eventualmente alcuni test specifici adeguati all’età e alla problematica espressa. Sempre in base all’età e alle dinamiche relazionali presenti si può definire un setting congiunto genitore-bambino o uno spazio individuale per il piccolo. Si definisce infine il tipo di percorso utile: solitamente la psicoterapia infantile vede coinvolto il bambino in prima persona e incontri mensili con i genitori.

Gli incontri si svolgono in una stanza con giocattoli, materiale da disegno e strumenti creativi che il bambino può utilizzare per creare, insieme al terapeuta, esperienze che lo mettano in contatto con il suo mondo interno, con le sue difficoltà e i suoi bisogni in modo spontaneo e libero. È attraverso il gioco che il bambino fornisce informazioni relative al suo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo: il gioco, oltre ad essere lo strumento principe per indagare la vita psichica e relazionare dei piccoli pazienti, è la modalità con cui i bambini rappresentano le esperienze affettive che li vedono coinvolti e attraverso cui cercano di dare un senso a ciò che vivono.

Il bambino, infatti, difficilmente utilizza il canale verbale per comunicare la proprio sofferenza, ma è attraverso il corpo o comportamenti poco adattivi che richiede l’aiuto dell’adulto.

È possibile cogliere dei segnali di disagio nelle seguenti sintomatologie (se si escludono problematiche di tipo organico): somatizzazioni (mal di pancia/testa etc.), difficoltà nell’alimentazione (rifiuto del cibo/compulsività nel nutrirsi), disturbi del sonno, problematiche nel controllo degli sfinteri (pipì a letto, costipazione), paure che limitano aspetti della vita quotidiana (fobia scolastica, difficoltà nel distacco con il genitore), stati d’ansia (senso di inadeguatezza, timore del giudizio altrui, inibizione), problematiche relazionali (isolamento, timidezza), difficoltà di concentrazione o agitazione motoria. Si possono, inoltre, presentare eventi di vita in cui la gestione emotiva diventa complessa come con la nascita di un fratellino o sorellina e sviluppo di una forte gelosia, la separazione dei genitori, la malattia grave o morte di un parente o della mamma/papà.