LA RIELABORAZIONE DEL TRAUMA CON L’EMDR

Cos’è un trauma?

Molto spesso siamo abituati a considerare come traumatici solo eventi catastrofici che hanno le caratteristiche di un evento fuori dalla norma. Tuttavia possono avere gli stessi effetti negativi quelle piccole situazioni stressanti croniche che, se non elaborate, influenzano a lungo termine il benessere della persona.

Per trauma psicologico si intende, infatti,  qualsiasi evento percepito come estremamente stressante. Questi eventi producono reazioni emotive e corporee importanti, che non sempre il cervello riesce ad elaborare.

Il trauma costituisce uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi psicologici, in particolare il Disturbo da Stress Post-Traumatico. Tale disturbo si caratterizza per la presenza prolungata di diversi indicatori, quali : 

  • paura intensa, sentimenti di impotenza o orrore;
  • la tendenza a rivivere costantemente l’evento traumatico con immagini, pensieri, sogni o percezioni ricorrenti e intrusive (illusioni, allucinazioni, flashback);
  • la presenza di un disagio psicologico e di una reattività fisiologica intensa, a fronte di una esposizione a fattori scatenanti (interni o esterni) che rimandano in maniera diretta o indiretta a qualche aspetto dell’evento traumatico vissuto;
  • l’evitamento di pensieri, sensazioni, conversazioni, attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma;
  • la riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative; sentimenti di distacco o estraneità verso gli altri; affettività ridotta; sentimenti di diminuzione delle prospettive future;
  • difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno; irritabilità o scoppi di collera; difficoltà a concentrarsi; ipervigilanza; esagerate risposte di allarme.

I sintomi che si possono presentare in seguito ad un’esperienza traumatica non sono tuttavia univoci. Essi, infatti, variano a seconda della gravità del trauma psicologico, ma dipendono soprattutto dalla risposta soggettiva di chi lo ha subito.

Data l’importanza che gli eventi traumatici rivestono nella genesi di diverse patologie, diviene importante affrontarli attraverso un approccio che tenga in considerazione e riesca ad intervenire sull’origine traumatica di tali disturbi.

L’EMDR, sviluppato nel 1990 da Francine Shapiro, rappresenta ad oggi un approccio empiricamente supportato per il trattamento di quelle patologie nate a fronte di esperienze traumatiche. 

L’acronimo EMDR, dall’inglese “Eye Movement Desensitization and Reprocessing”  (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari), sta ad indicare una metodologia che utilizza i movimenti oculari per effettuare una stimolazione alternata destro/sinistra per trattare i disturbi legati a esperienze stressanti dal punto di vista emotivo. Proviamo a capire meglio come funziona. 

Durante una seduta di EMDR vengono attivati simultaneamente tutti i canali dell’esperienza traumatica (percettivo, cognitivo, emotivo e somatico), ovvero tutti gli elementi del ricordo. Mentre il paziente “tiene insieme” gli elementi del ricordo, il terapeuta stimola i movimenti oculari (o somministra un altro tipo di stimolazione bilaterale, come quella tattile con la tecnica del tapping). In questo modo viene favorita una doppia focalizzazione: il paziente riporta alla mente i ricordi traumatici del passato ma allo stesso tempo rimane concentrato sulla stimolazione presente nel luogo sicuro della terapia. Questa procedura permette di desensibilizzare il ricordo evitando che il soggetto torni a rivivere con la mente il trauma, che progressivamente diventa sempre meno disturbante, e promuove la riattivazione dell’elaborazione del vissuto stressante. 

La tecnica, mediante i movimenti bilaterali, comporta l’attivazione di un meccanismo innato e naturale alla base del sistema di processamento delle informazioni che consente una progressiva elaborazione del trauma.

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all’evento traumatico perdono la loro carica emotiva negativa. La rievocazione cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e le sensazioni fisiche si riducono di intensità. L’elaborazione dell’esperienza traumatica permette al paziente di cambiare prospettiva e adottare comportamenti più adattivi. 

Nel lasso di trent’anni dalla sua scoperta, l’EMDR ha ricevuto numerose conferme scientifiche. Oggi è riconosciuto come metodo scientificamente validato per il trattamento dei disturbi post traumatici. Secondo alcune ricerche, infatti, i risultati che si possono ottenere con il suo impiego, oltre ad essere positivi, sopraggiungerebbero in maniera rapida ed efficace.

Quest’approccio è basato sul fatto che l’esperienza traumatica, grande o piccola che sia, può non essere elaborata e portare così a ripercussioni sulla salute psichica e fisica dell’individuo anche nel lungo termine. Scopo dell’EMDR è quello di consentire all’individuo di elaborare correttamente il trauma e il suo ricordo.

Questo approccio risulta efficace anche con i pazienti che hanno difficoltà nel verbalizzare l’evento traumatico che hanno vissuto. L’EMDR, infatti, utilizza tecniche che possono fornire al paziente un maggior controllo verso le esperienze di esposizione poiché non si basa su interventi verbali, e che possono aiutarlo nella regolazione e nella gestione delle emozioni intense che potrebbero scaturire durante la fase di elaborazione. 

Dopo l’EMDR il paziente ricorda l’evento, ma il contenuto è totalmente integrato in una prospettiva più adattiva. L’esperienza è usata in modo costruttivo dall’individuo ed è integrata in uno schema cognitivo ed emotivo positivo. Il ricordo dell’esperienza traumatica  viene finalmente percepito come un episodio del passato e vissuto in una modalità funzionale alla sua rielaborazione e assimilazione all’interno del percorso di vita.

La rielaborazione dei traumi, come ampiamente validato, permette una risoluzione rapida dei sintomi del paziente. Il ruolo dell’EMDR è proprio quello di fornire uno stimolo affinché la mente svolga il suo naturale processo. L’elaborazione adattiva dell’esperienza traumatica a livello neurofisiologico, produce una desensibilizzazione e ristrutturazione cognitiva. Il paziente prende così atto che il ricordo è lontano, modifica le valutazioni cognitive su di sé, incorpora emozioni adeguate alla situazione ed elimina le sensazioni fisiche disturbanti.

Per quanto apparentemente semplice, l’EMDR è una procedura estremamente complessa e per questo motivo deve essere condotto solo da psicoterapeuti che abbiano effettuato una formazione specifica.

Dott. Luca Massironi

Dott.ssa Cristiana Di Pede