POTENZIAMENTO PER BAMBINI E RAGAZZI DSA

Molto spesso i genitori dei bambini e dei ragazzi con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento ci chiedono, in seguito alla fase di valutazione e diagnosi, come proseguire il sostegno didattico e con quali modalità promuovere le competenze metacognitive relative all’apprendimento dei propri figli. 

Infatti con la diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento il “lavoro” non è finito, ma è solo il punto di partenza, perché una volta accertata la presenza del disturbo risulta necessario aiutare i ragazzi a capire quali strategie siano più adeguate per compensare le difficoltà riscontrate. 

Per promuovere queste strategie risulta efficace iniziare un percorso di potenziamento e riabilitazione delle abilità che risultano carenti. 

È doveroso fare un appunto, spesso nel panorama scientifico si parla, a questo proposito, non di potenziamento, bensì di riabilitazione. Per spiegare la differenza tra riabilitazione e potenziamento bisogna fare un passo indietro. 

Quando si parla di riabilitazione si intende un percorso volto a ristabilire delle abilità perdute in seguito a traumi o incidenti di qualsiasi natura, per fare in modo che avvenga una ri-acquisizione di competenze, originariamente presenti, che sono andate perdute. 

Invece, nel caso dei disturbi dell’apprendimento, siamo di fronte a un quadro completamente differente. La letteratura indica in modo inequivocabile che questa tipologia di disturbi presenta una base neurobiologica innata che comporta una disfunzione delle abilità proprie dell’apprendimento. Il fatto stesso di essere una predisposizione innata implica che l’abilità non sia andata perduta, ma sia da sempre compromessa. 

Facciamo un esempio: nel caso delle difficoltà nella scrittura, il bambino presenta delle carenze già nelle prime fasi di acquisizione dell’abilità stessa, per cui sarebbe meglio parlare di abilitazione o potenziamento  che siano in grado di promuovere l’acquisizione delle abilità compromesse.

Nonostante questa precisazione, in ambito clinico, si utilizza il termine riabilitazione per includere tutti gli interventi che favoriscono il trattamento del disturbo. 

Nel trattamento dei DSA risulta importante pensare, insieme ai professionisti e alla famiglia, alla messa in campo di percorsi di potenziamento, con il fine di lavorare sull’automatizzazione dei processi di apprendimento, così come sulla costruzione di strategie utili per potersi muovere in autonomia nello studio quotidiano.

QUALI SONO I POSSIBILI INTERVENTI DI POTENZIAMENTO?

Training di potenziamento cognitivo

Il percorso di potenziamento cognitivo prevede attività mirate sia sui processi generali del pensiero, sia sulle tre principali aree di apprendimento (lettura, scrittura e abilità logico-matematiche). Il lavoro si focalizza su tre fasi che ogni compito cognitivo implica:

  • fase di ingresso delle informazioni (attenzione visiva e uditiva, percezione sensoriale, etc.)
  • fase di elaborazione delle elaborazioni (pensiero logico, pensiero critico, memoria, etc.)
  • fase di uscita delle informazioni (formulazione del pensiero, ampliamento del vocabolario, etc.)

L’importanza di coinvolgere nell’iter di potenziamento non solo le abilità scolastiche carenti, ma anche tutti i processi generali del pensiero, è dovuto al fatto che tali processi sono implicati in modo trasversale nell’apprendimento e, pertanto, la loro stimolazione consente di ottenere indirettamente ricadute positive sulle capacità di lettura, scrittura e calcolo.

Training Metacognitivo 

Il percorso di potenziamento Metacognitivo, si focalizza sull’importanza della Metacognizione nei processi di apprendimento. Per metacognizione si intende l’abilità di “pensare il pensiero” ossia la capacità di riflettere sui propri processi cognitivi e modificarli. 

In particolare lo sviluppo della Metacognizione permette:

  • l’attitudine a riflettere sul proprio operato e monitorare i propri processi cognitivi, a cui andrebbe affiancato un percorso di accettazione, senza il quale si potrebbero avere ricadute importanti sull’autostima e sulla motivazione
  • l’acquisizione di un metodo e di strategie di studio funzionali. Si lavora sull’uso delle strategie di autoregolazione: fissarsi un obiettivo e individuare la strategia per raggiungerlo. Autoregolarsi vuol dire, inoltre, saper pianificare le proprie attività secondo tempi e modi, monitorarle in itinere e verificarne i risultati finali (Brown, 1987). Quando si diventa via via più consapevoli, si utilizzano le strategie in modo più automatico e spontaneo, con minor sforzo, maggiore soddisfazione personale e senso di autoefficacia
  • l’interiorizzazione di un approccio attivo e costruttivo al compito che incrementa il senso di autoefficacia personale e la motivazione intrinseca all’apprendimento. Gli effetti legati all’immagine di se stesso come studente possono infatti interferire, positivamente o meno, sulle attività di studio e di successo scolastico. Riguardo all’immagine di sè, gli alunni con DSA, tendono ad attribuire i fallimenti a fattori interni (come la scarsa capacità o alla limitata intelligenza) e i successi a fattori esterni (per esempio la tendenza ad attribuire i propri successi scolastici alla fortuna o all’aiuto/sostegno ricevuto). In entrambi i casi emerge la tendenza a ritenere che ogni richiesta scolastica sia scarsamente controllabile. Ciò è dovuto ad una progressiva perdita del senso di autoefficacia. 

QUALI STRUMENTI RISULTANO FUNZIONALI? 

Negli ultimi anni i percorsi di riabilitazione dei ragazzi con disturbi dell’apprendimento sono stati supportati dalle nuove tecnologie. Queste ultime hanno permesso l’utilizzo di strumenti informatici e software che, integrati alla riabilitazione tradizionale svolta dal professionista, supportano il potenziamento delle abilità carenti. 

Nella prospettiva clinica questi strumenti possono portare alcuni vantaggi come:

  • La realizzazione dell’integrazione della riabilitazione ambulatoriale e domiciliare, permettendo un aumento dell’intensità e dell’efficacia del trattamento; inoltre il trattamento integrato offre la possibilità di migliorare i vissuti personali della famiglia in relazione alle difficoltà del figlio e alla valutazione degli apprendimenti, aumentando quindi l’autoefficacia percepita del genitore e la qualità della presa in carico riabilitativa (Zanchi 2018).
  • La possibilità di avviare un intervento precoce e tempestivo per i bambini che presentano un quadro al limite rispetto ai criteri per la diagnosi di DSA e/o in lista di attesa per la valutazione; 
  • Consentire all’utente di effettuare il percorso di riabilitazione ovunque sia disponibile una connessione a internet (con riduzione dei costi diretti e indiretti della riabilitazione, come ad esempio gli spostamenti casa-sede della riabilitazione);
  • La possibilità di proporre interventi volti ad impattare positivamente sulla motivazione, rendendo divertenti le attività cui il bambino è chiamato a svolgere a casa. Allo stesso tempo consente al professionista di seguire e monitorare il rendimento e i progressi del minore nel corso del tempo.

Riassumendo il potenziamento e il trattamento riabilitativo sono interventi efficaci. In particolare risultano tali se all’inizio del percorso vengono valutate correttamente le fragilità e le risorse. E’ fondamentale prefiggersi in maniera chiara gli obiettivi da raggiungere che, nel corso del tempo, a fronte del trattamento, possono essere rimodulati in funzione del percorso di sviluppo.  

Infine, come abbiamo già avuto modo di riportare in questo nostro blog, ricordiamo che è di fondamentale importanza la precocità della diagnosi e dell’intervento di sostegno ai disturbi dell’apprendimento.


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Dott.ssa Francesca Cortellari

Dott. Luca Massironi